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Cercano per 24 anni la figlia perduta quando ne aveva 3 e la ritrovano. La storia d’amore che ha sconvolto la Cina

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Ogni santo giorno, quando sentiva la portiera posteriore chiudersi, Wang Mingqing faceva un lungo respiro. Poi guardava nello specchietto retrovisore se c’era una donna, magari simile alla sua adorata Qifeng. Quanto avrebbe voluto sentirsi dire “papà”: quel momento lo ha aspettato, con una forza e una determinazione che solo l’amore di un genitore può spingere, per 24 lunghissimi anni. Wang guardava nello specchietto retrovisore e sperava, un segnale, una parola, perché da quando l’8 gennaio del 1994 sua figlia Qifeng sparì per sempre non si è mai dato pace. Oggi, 24 anni dopo quel maledetto giorno, la gioia gli ha inondato il volto: ha ritrovato la sua bambina, “eccomi, papà”.

La storia che ha sconvolto ed emozionato la Cina è lunga un quarto di secolo ed è fatta di pura e indomabile speranza. Era un giorno di gennaio del 1994 quando Wang Mingqing e la moglie Liu Dengying stavano vendendo frutta e verdura dal loro banchetto a Chengdu, la città dove vivono tutt’ora. La piccola Qifeng, che allora aveva tre anni, giocava lì davanti passando fra le gambe dei clienti. Poi all’improvviso sparì. Volatilizzata nel nulla. Wang e la moglie cominciarono a cercarla: andarono dalla polizia, negli ospedali, nelle scuole, batterono palmo a palmo ogni angolo possibile ma niente, di Qifeng non c’era traccia.

Avevano una foto della piccola fatta da poco: la stamparono su dei volantini distribuiti un po’ ovunque, ma ancora nulla. Con l’arrivo di internet lanciarono altri appelli in rete, sui giornali, e altri ancora diffusi grazie all’avvento dei social. Ma nulla, Qifeng rimaneva un fantasma.

Poi, tre anni fa, poco più di vent’anni dopo la scomparsa, il signor Wang decise di impegnarsi ancora di più per ritrovare sua figlia: mollò il lavoro precedente e prese la licenza di un taxi, “speravo di vederla salire, o che qualcuno mi aiutasse a ritrovarla”. Su 5000 piccoli biglietti da visita rosa ha stampato la foto della figlia, prima da piccola e poi ha usato quella dell’altra figlia (sperando che le assomigliasse), e li ha distribuiti a tutti i suoi passeggeri. “Ecco, fateli girare, condividete l’immagine sui social”.

Sul retro del taxi un altro appello, qualcuno doveva pur notare, sapere, aiutare. La famiglia Mingqing, nonostante i 24 anni di vuoto, non si è mai data per vinta: le trasmissioni tipo “Chi l’ha visto?”, gli appelli fantasiosi, le interviste su diversi media. La storia del padre tassista disperato ha cominciato così a girare in tutta la Cina, e quella frase “un giorno mia figlia potrebbe essere la persona seduta nella mia macchina!” è diventata subito uno slogan d’amore talmente forte che le persone si sono date da fare per aiutarlo. Così sono arrivate le segnalazioni, donne che si sono presentate dalla polizia: ma niente, il responso gli esami del Dna tutte le volte era un pugno nello stomaco. Tanto rumore per nulla, fino alla fine del 2017.

In quei giorni di inverno un ex disegnatore della polizia, incuriosito dalla storia, traccia un possibile identikit di come sarebbe stata Qifeng oggi. Il disegno, ancora una volta, dai taxi ai social, circola un po’ovunque, soprattutto online.

Quel ritratto finisce perfino a migliaia di chilometri di distanza, dall’altra parte del paese, nella zona di Jilin, dove una 27enne di nome Kang Ying vede quell’immagine e rimane scioccata. “Mi somigliava tantissimo”. Sa poco del suo passato, solo di essere cresciuta a una 20 di chilometri da Chengdu. Allora chiama, vuole anche lei sapere. Ci sono alcuni dettagli che combaciano: come una piccola cicatrice sulla fronte. Il test del Dna confermerà: al 99,9% Kang è Qifeng, la figlia che si credeva scomparsa per sempre è stata ritrovata.

Il primo contatto, lunedì scorso, è avvenuto via chat: Wang ha detto alla figlia “tuo papà ti ama ed è qui per te, ti aiuterò”. La madre, Liu, era sconvolta dalla gioia: giù lacrime senza mai una sosta. Poi oggi Kang ha volato per quasi 3000 chilometri fino a Chengdu per ricongiungersi con mamma e papà. Gli abbracci infiniti e quelle parole che solo loro possono scambiarsi e capire fino in fondo. Un attesa durata 24 infiniti anni, con un ulteriore finale a sorpresa: “Papà, questi sono i tuoi due nipotini” ha detto Qifeng mentre lo abbracciava ancora.