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Usa, tour nei parchi: 10 idee per un viaggio indimenticabile

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Nel gran classico dei tour del West degli Stati Uniti è ovvio che una parte del viaggio debba essere dedicata ai Parchi. Che sono senz’altro i luoghi più suggestivi ed emozionanti da vedere. Volendo si potrebbe anche passare tra uno e l’altro e fermarsi per settimane. Considerando che invece il tempo sarà per tutti limitato bisognerà fare delle scelte. Ma con un po’ di organizzazione i tour dei parchi possono essere meno radicali di quel che si potrebbe temere. Solo una cosa da non dimenticare a casa: la carta di credito. Solo con questa è possibile infatti affittare una macchina o un van per il tour. In più, forse non tutti sanno che la carta dovrà essere intestata a chi guida l’auto. Altrimenti con grandi difficoltà si potrà affittare l’auto ma sono pagando un deposito in contanti molto alto. Detto questo si parte.

Partenza da San Diego

Presumibilmente un turista europeo parte per il suo tour dei Parchi da Los Angeles. Ma volendo si può cominciare anche da San Diego: da Londra ci sono voli diretti, che oltretutto evitano il doppio controllo dei bagagli invece inevitabile facendo scalo in qualsiasi città degli Stati Uniti (o del Canada). San Diego fa innamorare tutti. È, con Sydney, la sola città in cui inevitabilmente dopo mezza giornata si pronuncia la fatidica frase: “Qui ci verrei a vivere”. E si può fare anche un bel bagno nell’oceano prima di partire per monti, deserti e praterie. Prima anche un salto allo Zoo di San Diego, eletto nel 2015 il migliore al mondo. Il biglietto che comprende un giorno di visita, bus con guida e show vari si può acquistare on line, al prezzo di 54 dollari

AGF

Joshua Tree

Negli ultra trentacinquenni il riflesso è immediato: l’album capolavoro degli U2. Un disco che in effetti ha trovato ispirazione proprio da un viaggio in queste zone, e in particolare dal parco omonimo. Se si ha un po’ di tempo a disposizione, essendo partiti presto al mattino (ma tanto sarete all’inizio del viaggio: il jet-lag aiuterà parecchio) percorrendo la Interstate 10 (direttamente da Los Angeles o imboccandola all’altezza di Riverside se arrivate da San Diego) a Chiriaco Summit deviate entrando nel parco. Lo attraverserete in circa un’ora, in realtà ci metterete un po’ di più, con le soste, fino ad uscirne a Twentynine Palms, da dove potrete risalire verso la Interstate 40 in direzione Est. All’interno del parco si può anche campeggiare, dormire sotto le stelle. Ma se avete intenzione di soggiornarvi tra giugno e settembre, è fondamentale prenotare il posto. Si può fare on lineAGF

Williams

È una buona base da tenere presente per poi salire verso il Gran Grand Canyon. Ed è sulla mitica Route 66, quindi oltre all’atmosfera western (tenete d’occhio il calendario dei rodei) c’è anche quella da American Graffiti, con distributori di benzina d’epoca, auto e camion anni 50 ovunque e immancabili gruppi di motociclisti di passaggio sulle loro Harley. Diciamolo subito: negli ultimi anni è diventata molto turistica. Ugualmente il pregio è quello di essere tutt’altro che anonima, pericolo che nelle cittadine disperse nella zona è piuttosto comune. Arrivate e all’aperto, davanti ai bar, verso sera vi capiterà di passare da un concerto country all’altro. Al tramonto c’è persino una specie di rievocazione storica, con cowboy, rapinatori, sceriffo e tutto l’occorrente. E in più negozi di mercanzia western e arte navajo, ristoranti di bisteccone e patatine, e bar in cui vi sembrerà di esser già stati e che in realtà avete visto in diecimila film. Da Williams parte il treno per il Grand Canyon, un’avventura spettacolare. Dal 1901 Grand Railway and Hotel organizza il viaggio con o senza pernottamento. Ci sono molte opzioni, da prenotare già da casa .

AGF

Grand Canyon – El Tovar

Suggerirvi di andare al Grand Canyon sarebbe quantomeno banale, ma qualche consiglio potrebbe risultare utile. Come detto, consigliabile pernottare a Williams, dove poi per il parcheggio del South Rim (l’orlo a sud del Canyon) sono 60 miglia (all’incirca un’ora di auto). Qualsiasi guida vi illustrerà come e dove fermarsi per ammirare lo spettacolo del Grand Canyon, senz’altro consigliabile il Bright Angel Point. E ancora di più il soggiorno, almeno per una notte a El Tovar, hotel storico all’interno del Canyon dal 1905. È caro, magari anche un po’ fané, ma l’atmosfera vale qualche taglio ad altre voci del vostro budget. E ancor di più li vale il panorama dalle terrazze e dalle vetrate, la sera, con i ceppi sul fuoco, quando la stragrande maggioranza dei turisti se ne sarà andata, scesa verso Williams o verso il compound degli anonimi motel un paio di miglia più in basso. Prezzi: si pagano 217 dollari per la camera standard, e dai 442 ai 538 dollari per le suites. Meglio prenotare prima di partire: El TovarAGF

Monument Valley – Goulding’s Lodge

A proposito di sensazioni di dejà vu: la Monument Valley dà emozioni e suggestioni come pochi altri luoghi al mondo. Anche al di là dei pavloviani riflessi che vi mandano a quasi tutti i western della vostra adolescenza, vi stupiranno il paesaggio unico, le dimensioni dei picchi, il colore rosso della terra. Già le due ore e mezzo abbondanti di auto dal Grand Canyon (mettere musica country nelle vostre play list è d’obbligo) sono uno spettacolo. E come già per El Tovar è consigliabile (a costo di un strappo al budget, ma nemmeno più di tanto) una notte al Goulding’s Lodge. Perché dà direttamente sulla Monument Valley, che è un parco sì, ma non nazionale. Nel senso che a differenza degli altri qui elencati, è gestito direttamente dai Navajo. Dal Goulding partono tour organizzati direttamente dall’hotel, se no si può fare autonomamente (meglio se ci si è organizzati e si ha noleggiato un Suv) o coi tanti (sono piuttosto cari) arrangiati in loco dai navajo con bizzarri mezzi fuoristrada. Se in estate arrivate al Goulding a metà giornata senza avere prenotato, statene certi, non trovate posto. Meglio fare da casa.  Se no molto meglio evitare Kayenta, dimenticabilissima cittadina Navajo 28 miglia a sud del parco, e puntare su Mexican Hat, 42 miglia a nord. Chiunque ci sia stato vi parlerà dello Swinging Steak, ristorante con gigantesca griglia basculante: bistecche e hamburger spettacolari, ma – attenzione- niente patate fritte, solo fagioli. Se i gestori ne hanno voglia, specie nelle sere di weekend, alzano la saracinesca di un garage che dà sui tavoli, e dentro, già allestito, c’è un palco in cui si esibiranno in canzoni country.

AGF

Arches

Volendo tornare sulla rotta del tour classico, quindi verso Las Vegas e Los Angeles, sarebbe fuori strada, ma ne vale la pena. Specie se vi siete svegliati a Mexican Hat, e quindi ad Arches siete molto più vicini. È un parco straordinario in cui, come suggerisce il nome, il tratto caratteristico sono gli archi in arenaria. Sono tanti, molti raggiungibili facilmente dal percorso in auto. Il più famoso (richiede una passeggiata di una mezz’oretta, attenzione al caldo) è il Delicate Arch: una foto obbligatoria. Si possono anche incrociare alcuni dinosauri! Da segnalare infatti il Dinosaur Trial e il PaleoCamp. Oppure prenotare in anticipo un pacchetto comprensivo di soggiorno, e hummer safary. Molto caratteristica, e soprattutto autentica, è Moab, la cittadina nei cui pressi si trova il parco. Con la main street come da classica iconografia western, negozi, agenzie per escursioni, specie in mountain bike, per la pesca.

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Antelope Canyon

L’opposto del Grand Canyon. Nel senso che se affacciandovi sul South Rim avrete la sensazione di essere sospesi sull’immenso, ad Antelope vi avventurerete in un anfratto nella terra dai colori impossibili: un’avventura magica. Da Moab non avrete altra scelta che quella di tornare sui vostri passi: quindi costeggiando di nuovo la Monument Valley fino a Sonto e poi lungo l’Arizona State Road 98 fino a Page. Da dove si parte per i due Antelope Canyon, Upper e Lower, sono tutti e due molto belli. Unica avvertenza: bisogna prenotare , perché non è possibile effettuare il tour autonomamente, e in estate si rischiano lunghe attese per essere aggregati a un gruppo in partenza. In più in zona c’è il Lake Powell, e soprattutto l’Horseshoe Bend, la spettacolare ansa, a ferro di cavallo, del fiume Colorado. Da Page sono poco più di 4 miglia, cioè pochi minuti d’auto, e poi una passeggiata, questa sì effettuabile in totale autonomia, senza prenotazioni.

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Zion – Kanab

Ripartendo dall’Horseshoe Bend siete già sulla Highway 89, quindi nella direzione giusta verso Zion e verso Ovest. Se in mezzo dovete pernottare o avete un po’ di tempo, merita una sosta Kanab, bizzarra ed elegante cittadina dello Utah che per decenni è stata set di film western, quindi con tanto di piccola Little Hollywood rimasta tale e quale. Per dormire è spettacolare il Parry Lodge: hotel delle star del cinema negli Anni 40 e 50: anch’esso rimasto molto fedele al cliché, eppure confortevole e persino abbastanza economico. Poi avanti verso Zion: dove la conformazione dei monti comincia ad essere più simile a quella a cui siamo abituati in Europa, ma con colori per noi sempre sorprendenti. È suggestivo anche solo attraversarlo da est a ovest. Molto bella l’atmosfera da campo base per escursioni e visite tra lodge, bed and breakfast e piccoli hotel in corrispondenza dell’uscita ovest, tra Sprindale, Rockville e Grafton. Dentro il parco l’unico hotel disponibile è il Zion Lodge, anche qui vale il consiglio di controllare la disponibilità prima di partire.

Biosphoto / AGF

Death Valley – Las Vegas

Lungo la via si passa per Las Vegas, e dopo tanta natura, panorami, montagne, deserti, un po’ di confusione, musica, concerti, balletti, vita notturna, potrebbe anche essere gradita. Va a gusti. Di sicuro, coi prezzi ovunque in aumento, alloggiare per una o più notti in uno qualsiasi dei mega-hotel a tema a Vegas potrebbe risultare paradossalmente più economico (oltre che confortevole) che non nella maggior parte dei motel che trovereste lungo la strada. Poi via verso la Death Valley, la Valle della Morte. Posto mitico, a suo modo seducente. Molte delle leggende che lo circondano sono vere: ve lo confermeranno le avvertenze sui cartelli che incrocerete lungo la strada: assicuratevi di avere il pieno di benzina, e buoni rifornimenti d’acqua. Quindi visitare Zabriskie Point e Dante’s View. Ma vi fermerete di vostra iniziativa anche in luoghi più anonimi, distese piattissime, dune, foto meravigliose. Dormire nella Valle è consigliabile, per una notte: suggestioni, silenzio, caldo, molto caldo. La cosa migliore è farlo a Furnace Creek.

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Sequoia (e Los Angeles) O Yosemite (e San Francisco)

E siamo ormai verso Los Angeles, presumibilmente vostra meta finale, per ripartire o – è molto più consigliabile – per qualche giorno ancora di vacanza. Da non perdere un giro agli Universal Studios, soprattutto se siete in famiglia. Chi acquista il biglietto on line può anticipare di un’ora la visita al parco. Niente male, soprattutto per la parte dedicata ad Harry Potter. Buona idea fare base sulla costa, a Santa Monica, a Venice, e spostarsi da lì. Se quindi la meta è Los Angeles si può concludere il tour dei parchi con almeno un assaggio dal Sequoia, anche solo per vedere il General Sherman Tree, il Generale Sherman, l’albero più grande del mondo. Se avete ancora qualche giorno, e potete magari arrivare fino a San Francisco per poi ripartire da là, allora non potete non passare da Yosemite. Da Furnace Creek (Death Valley) sono quasi 300 miglia (5 ore e mezza), ma lungo la U.S. Route 395 alcune cittadine sono carine, autentiche e persino sorprendenti per ristoranti (anche di livello) e attività (escursioni soprattutto), specie Lone Pine e Bishop. A Yosemite niente più terra e roccia rosse, ma monti maestosi e dalle forme incantevoli: tra tutti l’Half Dome e El Capitan, con le sua leggendaria parete di 1000 metri (!) per scalatori tradizionali e freeclimber. E poi cascate, laghetti in cui avventurarsi in canoa. Dormire almeno una notte nel parco è una magia.

AGF

Sicurezza, facilità di utilizzo e accettazione diffusa.

Qualunque sia la destinazione, uno dei cardini del viaggio è la sicurezza. Utilizzare Visa è sicuro in Italia, come all’estero perché è basata su tecnologie antifrode avanzate. Proviamo a immaginare il caso in cui qualcuno ci rifili una banconota falsa: se non lo scopriamo subito (ed è difficile che un consumatore abbia gli strumenti per rilevarlo), non abbiamo strumenti di difesa. Senza poi considerare il caso di eventuali furti o rapine da parte di malintenzionati. Con una carta Visa questi rischi vengono meno.

Ci sono anche altre due caratteristiche che rendono Visa particolarmente attraente in viaggio, soprattutto in posti distanti come gli Stati Uniti.

La prima è la facilità di utilizzo: niente preoccupazioni legate all’eventualità che i contanti non siano sufficienti per gli acquisti. Si potrà dire addio a montagne di monete e banconote. E niente più stress di dover portare con sé Oltreoceano montagne di soldi di carta. Così, l’acquisto desiderato non rischierà di restare un sogno irrealizzabile.

A fare la differenza è anche l’ampia accettazione di Visa, disponibile come metodo di pagamento in milioni di esercizi commerciali, dai ristoranti ai negozi fino alle pompe di benzina in U.S. Questa carta è accettata nei negozi del centro nelle grandi città, così nella maggior parte degli esercizi commerciali in provincia. Uno strumento conosciuto e utilizzabile ovunque vi sia il marchio Visa esposto sulla vetrina.

Cosa fare

Cosa fare Visa consente di scaricare Visa Travel Tools App, la app gratuita che contiene un servizio di localizzazione degli sportelli automatici (ATM), un convertitore di valuta, una helpline 24/7 e assistenza 24/7 in caso di smarrimento della carta. Tutte funzioni che consentono un immediato intervento in caso di necessità. La società, inoltre, collabora con AirRefund per agevolare le richieste di rimborso in caso di cancellazione, overbooking o ritardo del volo. E si sa che la pronta risposta in caso di bisogno può fare la differenza.