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Ciao 2020!, il late show russo parodia la tv italiana per salutare l’anno vecchio (e ci riporta negli anni ’80)

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Ciao 2020!. Così Evening Urgant, il late show satirico del russo Channel One (1tv, non il Primo Canale della tv di Stato, per intenderci) ha scelto di salutare il 2020, ovvero con uno show musicale ispirato alla tv italiana… o meglio alla tv italiana anni ’80. Andato in onda la sera del 30 dicembre 2020, alle 23.30, il programma ha giocato sugli stilemi degli show musicali a noi cari e ha confezionato un’intera puntata di un’ora costruita come un ideale show di Fine Anno tipico dello Stivale (con tanto di pubblicità). E a ben guardare…

Presentato come un Festival Musicale di Capodanno, con tanto di sigla in italiano, finto conduttore italiano (Giovanni Urganti, ovvero Ivan Urgant, volto dello show), un cast che sembra uscito da un incubo pre Caduta del Muro di Berlino – ma anche da certi show da tv locale contemporanea con qualche cotonatura in meno e senza spalline da Grace Jones) ha offerto un repertorio di canzoni da far invidia a un Sanremo dell’epoca (e forse anche di oggi). La maggior parte delle canzoni che sono davvero hits in patria, ma qui riarrangiate in salsa italiana e con testi tradotti in lingua: qui, ad esempio, Girl dance di Artik & Asti, che nello show diventa Bambina balla e viene cantata da Arti e Asti o ancora Crying Techno di Cream Soda & Bread che diventa Piango al Tecno dei Crema della Soda; ma è su Chiesi io al frassino (che in realtà sarebbe ‘Ho chiesto alla cenere‘) che si toccano vette altissime. Ma tutto lo show è realizzato completamente in italiano. Una perla.

“Il team di Evening Urgant ha deciso di non girare un numero speciale di Capodanno, ma di trasmettere uno spettacolo di musica italiana, molto simile a uno show russo”

si legge nella presentazione dello speciale, che è in fondo un ‘omaggio’ all’Italia rappresentata nel clou dei suoi luoghi comuni – così come sono stati alimentati nei decenni da noi stessi e dai prodotti d’esportazione – e una critica (immaginiamo) allo show-biz russo, che a quanto pare sarebbe rimasto ancorato a un modello tv proprio dell’Italia di 40 anni fa. Non che poi ci si sia evoluti così tanto da queste parti, almeno nel ‘core’ dell’offerta (e in alcuni casi della scrittura) televisiva.

L’estetica del programma, in fondo, è legata allo stereotipo più casalingo che italiano e attinge a piene mani da un modo di fare satira di costume che personalmente mi ha ricordato Little Big, che in Italia abbiamo avuto il piacere di conoscere grazie alla (sia pur fugace) apparizione all’Eurovision Song Contest 2020 (in formato speciale) con la sua Uno. E che qui ovviamente non manca (Piccolo Grandi), con un omaggio ai Ricchi e Poveri in una versione di Mamma Maria decisamente sua. E va aggiunto che Little Big è uno che, in Patria, non le manda a dire.

In ogni caso questo Ciao, 2020! si presenta come una via di mezzo tra il puro genio e un’occasione per la rottura dei rapporti diplomatici con la Russia di Putin. Scherzi a parte, qui c’è del genio assoluto e sicuramente uno straordinario impegno in scrittura (da noi sempre più raro) e in produzione. Senza contare che è tutto scritto in una lingua straniera.

E poi vederci ogni tanto con gli occhi degli altri può aiutare, soprattutto a inizio anno. Auguri.