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Massimo Giletti amareggiato con la Rai: “Quando è morto mio padre nemmeno un telegramma” (VIDEO)

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C’eravamo tanto amati, con il titolo del celebre film di Ettore Scola del 1974 possiamo riassumere ciò che è stato del legame professionale corso fra Massimo Giletti e la Rai. Un sodalizio duraturo acceso nel 1988 con il suo arrivo nella redazione di Mixer e spento nel 2017 come ormai sappiamo con la soppressione de L’Arena e con l’approdo del conduttore e giornalista sotto il tetto di Urbano Cairo su La7, ora al timone di Non è l’Arena nella prima serata della domenica.

Il titolo della pellicola mai come oggi ha il senso di una ferita dolorante difficile da rimarginare. Stamani nell’appuntamento giornaliero di Non stop news su RTL 102.5, Giletti ospite in diretta telefonica ha ricordato un episodio risalente a pochi mesi fa: la triste morte del padre, legandolo ad un amaro retroscena:

Quando è morto mio padre, quest’anno, all’improvviso il giorno del funerale mi sono sentito toccare le spalle ed abbracciare. Era il Presidente Cairo. Credo che in quei momenti vedere accanto qualcuno siano fondamentali per una persona. Non vedere dalla Rai nemmeno un telegramma, invece, la dice lunga.

Del conduttore più volte era stata ventilata l’ipotesi di un imminente ritorno fra le braccia di mamma Rai. Voci che a quanto pare, data una significativa testimonianza, al momento possiamo tranquillamente scacciare senza troppi tentennamenti.

Massimo Giletti amareggiato con la Rai: “Quando è morto mio padre nemmeno un telegramma” (VIDEO) pubblicato su TVBlog.it 07 maggio 2020 11:59.