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Nuova sigla e grafiche rinnovate al Tg2 (video)

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Anno nuovo, aria di novità per il Tg2. Il notiziario diretto da Gennaro Sangiuliano (dal 2018) dopo i cambi di conduzione nelle edizioni principali apre il suo 2021 rinfrescando in parte il suo volto, rinnovando sigla e la parte grafica.

Cominciamo da un presupposto, a cavallo tra il 2010 e il 2020 è stato il tg Rai che per primo ha fatto il balzo in avanti dal punto di vista tecnologico. Infatti il 31 dicembre 2012 fu il primo telegiornale Rai a trasmettere in formato 16:9 ed il primo ad andare in onda totalmente in HD.

Il Tg1, il Tg3 e RaiNews24 seguirono a ruota negli anni successivi.

La nuova introduzione del Tg2 ha fatto il suo esordio stasera 1° gennaio 2021 nell’edizione delle 20:30. Il motivo musicale del notiziario rimane più o meno lo stesso ma la sua durata si accorcia di qualche secondo. La scorsa sigla era lunga 11 secondi, in questo caso si arriva a 9. Questo perché gli storici tre battiti finali della sigla (che negli anni ’90 indicavano l’apparizione delle lettere “T” e “G” e del numero “2”) sono stati rimossi per essere lasciati solo al termine dei titoli di testa.

Potrebbe pure essere una mossa snellente e va bene pure che “less is more”, ma all’orecchio dello spettatore potrebbe suonare pure come un brano incompleto e si sa che le cose incomplete, come dire…infastidiscono un po’.

Anche i cubi animati nella quale venivano raffigurati volti e protagonisti della nostra società (a seconda dei periodi storici) non ci sono più. Nella vecchia introduzione comparivano le facce di Roberto Benigni o Federica Pellegrini, Mark Zuckenberg, Vasco e Valentino Rossi, persino la Gioconda. Questo particolare poteva restare un tratto distintivo rispetto ad altre sigle ormai stereotipate, peccato.

Tg2, nuova sigla e nuova grafica: cosa cambia?

Nella nuova sigla il rosso si mantiene il colore portante della rete e del telegiornale, ma lasciati i volti e le coreografie tutto viene semplificato ad un mondo che rimane centrale, esattamente come nell’intro precedente. Attorno al globo sfrecciano degli effetti che lo avvolgono, al termine del quale compare centrale il logo del Tg2.

I titoli sono accompagnati da una base (in gergo tecnico chiamato ‘tappeto’) simile a quello avuto sinora, ma leggermente modificato per la parte strumentale. Ogni titolo viene puntualmente separato da un effetto sonoro quasi tagliente nel suo avviso.

Le grafiche, diversamente da come lo son state fino ad ora, compaiono “a scorrimento” dal basso verso l’alto in entrata, e verso il basso in uscita. Le scritte sono particolarmente chiare. Una nota che sembra non fare la differenza, mentre invece la fa eccome dal punto di vista visivo è che le sovraimpressioni vanno in onda senza scie e sfumature precedentemente utilizzate rendendo più immediata la loro lettura.